venerdì 6 marzo 2015

delusione

Pantone_Magenta
Ci sono delle volte che sono proprio difficili, tipo che io è un periodo che userei il martelletto soprattutto per le mele ma anche in generale per tutto, che il martelletto è come una sbadilatina ma di precisione, e anche solo a dire tic tic tic appena sento una cazzata mi aiuta che rido, ma comunque alla fine tic tic tic il martelletto sono riuscita a farmelo cadere in gola e mi fa mica bene.
Che uno dice la rabbia, e invece è delusione. Che è più profonda come cosa, la rabbia è fondamentalmente merda, tipo che ci sono femmine che proteggono le piante, ti dicono quello che devi fare e quello che no, sempre pronte a sassare le balle, roba che se ti tingi i capelli e lui non se ne accorge vien giù il mondo e allora urlano, urlano che sembrano generalesse, e a guardarle lo vedi che sorridono sempre poco e ti chiedi che ci troveranno in queste iene io boh, ma siccome poi alla fine ottengono sempre quello che vogliono loro, io lo ammetto che un po’ affascinata da questa strana disciplina persuasiva, io un po’ lo sono.
Arrabbiata comunque l’unica volta è stato per la morte dei miei, e ci ho messo degli anni ad accorgermene e a buttarla fuori questa cosa che sembrava una ragnatela nera, tra l’altro in quel momento di rimozione un po’ generalessa nervosa lo sono stata pure io, ma dopo basta però, che a me, in generale, a me certi problemi sembrano meno importanti di altri, a me sembra non ne valga la pena di alzare la voce, non me ne frega niente dei capelli, nemmeno delle piante, gli spazi, i questo sì questo no, a me della morale o della gelosia frega un cazzo, io sono per la donna spontanea di coscia allegra, ma siccome il mio foglietto è quello lì tutto stropicciato che non è neanche stato letto e a pensarci alla fatica il mio cuore di fagiana scotta, io sono giorni che mi sento vetro immobile da piangere fino a prosciugarmi le parole. Senza forza e senza lacrime però, in silenzio tipo una dispersione di coriandoli scuri al rallentatore. Penso che la delusione sia questa.

(scriversi per non schivarsi è comunque una chiara presenza del martelletto magenta, secondo me) 

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